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Pubblichiamo le principali tappe del curriculum speleo-archeologico di Vittorio, perché non siano dimenticate:
Nel 1959 partecipa al XIX Corso di Roccia organizzato dalla Scuola Nazionale di Alpinismo "SUCAI Roma"; nello stesso anno fa parte del gruppo che esplora la Grotte dell'Orso di Sarteano (GR), rinvenendovi un notevole giacimento di reperti archeologici.
Dal 1960 al 1962 organizza, in accordo con la competente Soprintendenza, una campagna di rilevamento topografico della necropoli situata nei pressi di Grotte di Castro che darà ottimi risultati. Negli anni successivi condurrà analoga campagna nei pressi di Cerveteri.
Nel 1963 prende parte ad una spedizione in Sardegna ed all'esplorazione della Grotta di Su Bentu.
Partecipa alla campagna di archeologia subacquea condotta nell'Italia Meridionale da una missione dell'American Underwater Archaeological Society, ed è nel gruppo che individua per la prima volta il giacimento palafitticolo del Gran Carro nel Lago di Bolsena.
Nel 1966 1967 si dedica prevalentemente all'attività speleo subacquea, con il superamento dei sifoni delle Grotte di Pastena ed entra a far parte della Sezione Speleologica del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino del CAI (poi divenuto CNSAS).
Nel 1971 è coordinatore della delegazione italiana nella spedizione speleologica internazionale "80 km bajo tierra" ad Ojo Guarena, Spagna.
Dal 1971 al 1975 Ricopre l'incarico di Responsabile del V Gruppo del Soccorso Alpino (Lazio, Abruzzo e Molise).
Dal 1971 al 1982 è responsabile del Dipartimento Prospezioni della Fondazione L. Keimer (Basilea: ricerche comparate in archeologia ed etnologia) per la quale compie 5 missioni nel Sahara marocchino collaborando allo scavo dell'antica capitale carovaniera di Sijil Massa ed esplorando e rilevando una serie di necropoli di tumuli preistorici talora associati a rilevanti graffiti rupestri.
Dal 1979 al 1987 Presidente della Società Speleologica Italiana.
Realizza un sistema di fotografia aerea per mezzo di palloni sonda che viene sperimentato in Italia (Necropoli di Montelibretti), che in Marocco.
Esplora e rileva il sistema cunicolare della Fontana Nova di Tarquinia.
Esplora e rileva l'emissario romano dal Lago di Albano, cui segue una intensa e prolungata attività di ricerca ed esplorazione di antichi condotti sotterranei (Isernia, Palestrina, Gabi, Nemi...) nel Centro Italia.
Partecipa a tre missioni in Cappadocia (Anatolia Centrale) organizzate dalla Commissione Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana, dedicate alla esplorazione e rilevamento di antiche città sotterranee e condotti sotterranei di bonifica dei suoli.
In collaborazione con il collega E. Burri dell'Università dell'Aquila porta a termine una analisi strutturale dell'Emissario claudiano del Fucino, volta a restituire le modalità e le tecniche dello scavo.
E' del 1993 la missione a Samo per lo studio dell'antico acquedotto, opera (secondo Erodoto) di Eupalino.
Nel 1995 partecipa alla missione in Beozia, per lo studio delle opere di bonifica del bacino di Copaide e dell’emissario sotterraneo condotto dalle popolazioni minie circa a metà del secondo millennio.
Missione in Cina, nel 1997, per lo studio del sistema di approvvigionamento idrico (karez) dell'oasi di Turpan, nello stato di Xinjiang, in collaborazione con la locale Università di Urumqi. Nello stesso anno esplorazione e rilievo dell'antico acquedotto sotterraneo di Gravina di Puglia.
Nel 1999 missione a Pantelleria per lo studio dell'antico sistema di cisterne puniche (in collaborazione con l'Università di Bologna).
Missione in Oman nel 2000, finalizzata allo studio dell'insediamento di Khor Rhori (Dhofar) con l'Università di Pisa. Nello stesso anno, esplorazione e indagini per lo studio dell'acquedotto dell'antica Praeneste.
Nel 2001 Missione in Turkmenistan e Uzbekistan, per lo studio dei sistemi irrigui originati dai fiumi Murghab e Zeravsan; rieplorazione e studio dell'emissario arcaico del Lago di Nemi.
2003 Sardegna, estesa ricognizione delle varie evidenze preistoriche.
2004 Missione al confine Turco-Armeno in collaborazione con l'Univesità di Ankara per la ricerca e l'esplorazione degli ambienti sotterranei nel sito dell'antica città di Ani.
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