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Vittorio Castellani (1937-2006)

Fosso Lucinetto

Foto Carlo Germani

"...E scopri che esplorare un cunicolo può essere qualcosa di più di una passeggiata domenicale, e finisce che ti impegoli anche con i cunicoli. Come se non ce ne avessi già abbastanza. E ti impegoli sempre di più perché sei legittimamente curioso di quello che hai fatto. E ti documenti un poco, e vai a leggere. E ti trovi fra le mani problemi che non sembrano interessare a nessuno, ma che a  te interessano.
Come hanno fatto a scavare questo cunicolo? E perché hanno lasciato delle cornici? E perché...? Una catena di perché da cui ti lasci ingabbiare, e piano piano scopri mille cose e diventi un esperto di cunicoli. Anzi l'esperto di cunicoli, visto che tutto questo pare interessare a ben poca gente. Eppure è la testimonianza di un lavoro antichissimo, dell'ingegno, della pazienza e dello sforzo che misero i nostri antenati nel rendere abitabile la loro e nostra terra. Qualcosa che, per molti versi, è testimonianza ben più preziosa di tante statue e vasetti.
E allora capisci che dalla speleologia sei passato ad aprire le prime pagine di un altro grande libro, che attende tutto di essere sfogliato. Un libro che ha nelle sue pagine, per dirla con Pascoli, "il fascino di attendere al cantore che ha nella voce l'eco dell'ignoto". E che ti chiede, dopo tanti anni, di essere ancora lì, con la tuta, gli stivali, la frontale e i tuoi strumenti di rilevamento, mezzo speleologo e mezzo fognarolo, per poter andare a vedere, per poter descrivere, per poter capire."

C. Germani, L. Casciotti, V. Caloi, V. Castellani e T. Dobosz a Palestrina per una proiezione sull'antico acquedotto di Praeneste.

Foto Carla Galeazzi

Esperto di fama internazionale, Vittorio descriveva così, in modo apparentemente semplice, la ragione del suo interesse per le opere ipogee di origine antropica. Poter vedere, descrivere, capire.
Lo abbiamo fatto, insieme, fino all'ultimo. Condividendo metodi di indagine e prospettive di ricerca, amicizia e affetto, risate e momenti tristi.
Astrofisico e accademico dei Lincei è stato presidente della Società Astronomica Italiana e della Società Speleologica Italiana dal 1979 al 1987. Ha diviso i suoi interessi fra l'astrofisica teorica e le ricerche sullo sviluppo tecnologico nel mondo antico e preistorico, con particolare riguardo alle opere idrauliche.
Autore di innumerevoli pubblicazioni ed articoli di settore, ha diretto il comitato scientifico della rivista "Opera Ipogea".

Vittorio ci ha lasciato il 20 maggio 2006, ma è stato e rimarrà l'essenza stessa del nostro gruppo.

Il sentiero di Tempesta

Foto Carla Galeazzi











Ani (Turchia)

Foto Centro Studi Sotterranei Genova




Pubblichiamo le principali tappe del curriculum speleo-archeologico di Vittorio, perché non siano dimenticate:

Nel 1959 partecipa al XIX Corso di Roccia organizzato dalla Scuola Nazionale di Alpinismo "SUCAI Roma"; nello stesso anno fa parte del gruppo che esplora la Grotte dell'Orso di Sarteano (GR), rinvenendovi un notevole giacimento di reperti archeologici.

Dal 1960 al 1962 organizza, in accordo con la competente Soprintendenza, una campagna di rilevamento topografico della necropoli situata nei pressi di Grotte di Castro che darà ottimi risultati. Negli anni successivi condurrà analoga campagna nei pressi di Cerveteri.

Nel 1963 prende parte ad una spedizione in Sardegna ed all'esplorazione della Grotta di Su Bentu.
Partecipa alla campagna di archeologia subacquea condotta nell'Italia Meridionale da una missione dell'American Underwater Archaeological Society, ed è nel gruppo che individua per la prima volta il giacimento palafitticolo del Gran Carro nel Lago di Bolsena.

Nel 1966 – 1967 si dedica prevalentemente all'attività speleo subacquea, con il superamento dei sifoni delle Grotte di Pastena ed entra a far parte della Sezione Speleologica del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino del CAI (poi divenuto CNSAS).

Nel 1971 è coordinatore della delegazione italiana nella spedizione speleologica internazionale "80 km bajo tierra" ad Ojo Guarena, Spagna.

Dal 1971 al 1975 Ricopre l'incarico di Responsabile del V Gruppo del Soccorso Alpino (Lazio, Abruzzo e Molise).

Dal 1971 al 1982 è responsabile del Dipartimento Prospezioni della Fondazione L. Keimer (Basilea: ricerche comparate in archeologia ed etnologia) per la quale compie 5 missioni nel Sahara marocchino collaborando allo scavo dell'antica capitale carovaniera di Sijil Massa ed esplorando e rilevando una serie di necropoli di tumuli preistorici talora associati a rilevanti graffiti rupestri.

Dal 1979 al 1987 Presidente della Società Speleologica Italiana.

Realizza un sistema di fotografia aerea per mezzo di palloni sonda che viene sperimentato in Italia (Necropoli di Montelibretti), che in Marocco.

Esplora e rileva il sistema cunicolare della Fontana Nova di Tarquinia.

Esplora e rileva l'emissario romano dal Lago di Albano, cui segue una intensa e prolungata attività di ricerca ed esplorazione di antichi condotti sotterranei (Isernia, Palestrina, Gabi, Nemi...) nel Centro Italia.

Partecipa a tre missioni in Cappadocia (Anatolia Centrale) organizzate dalla Commissione Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana, dedicate alla esplorazione e rilevamento di antiche città sotterranee e condotti sotterranei di bonifica dei suoli.

In collaborazione con il collega E. Burri dell'Università dell'Aquila porta a termine una analisi strutturale dell'Emissario claudiano del Fucino, volta a restituire le modalità e le tecniche dello scavo.

E' del 1993 la missione a Samo per lo studio dell'antico acquedotto, opera (secondo Erodoto) di Eupalino.

Nel 1995 partecipa alla missione in Beozia, per lo studio delle opere di bonifica del bacino di Copaide e dell’emissario sotterraneo condotto dalle popolazioni minie circa a metà del secondo millennio.

Missione in Cina, nel 1997, per lo studio del sistema di approvvigionamento idrico (karez) dell'oasi di Turpan, nello stato di Xinjiang, in collaborazione con la locale Università di Urumqi. Nello stesso anno esplorazione e rilievo dell'antico acquedotto sotterraneo di Gravina di Puglia.

Nel 1999 missione a Pantelleria per lo studio dell'antico sistema di cisterne puniche (in collaborazione con l'Università di Bologna).

Missione in Oman nel 2000, finalizzata allo studio dell'insediamento di Khor Rhori (Dhofar) con l'Università di Pisa. Nello stesso anno, esplorazione e indagini per lo studio dell'acquedotto dell'antica Praeneste.

Nel 2001 Missione in Turkmenistan e Uzbekistan, per lo studio dei sistemi irrigui originati dai fiumi Murghab e Zeravsan; rieplorazione e studio dell'emissario arcaico del Lago di Nemi.

2003 Sardegna, estesa ricognizione delle varie evidenze preistoriche.

2004 Missione al confine Turco-Armeno in collaborazione con l'Univesità di Ankara per la ricerca e l'esplorazione degli ambienti sotterranei nel sito dell'antica città di Ani.


V. Castellani e L. Casciotti alla presentazione del volume "L'antico acquedotto delle Cannucceta"

Foto Carla Galeazzi

Principali pubblicazioni

"Quando il mare sommerse l'Europa"
Ananke Edizioni, Torino 1999
"Civiltà dell'acqua"

Editoriale Service System, Roma 2000
"L'antico acquedotto delle Cannucceta"

con L. Casciotti, Erga Edizioni, Genova 2002
"Tre lezioni di astronomia per archeologi"

Giornale di Astronomia, 2002 p. 29
"Le città sotterranee della Cappadocia"

con R. Bixio e C. Succhiarelli, Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 2003
"L'Emissario del Lago di Nemi: un'indagine topografico-strutturale"

Opera Ipogea V, n. 2-3 2003
"Ani, antica capitale armena: campagna di prospezioni sotterranee"

con R. Bixio, V. Caloi, M. Traverso, Opera Ipogea 1-2 2006