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Il Mediterraneo, ponte naturale fra l'Occidente e l'Oriente è luogo d'incontro fra civiltà ed esperienze che hanno condotto ad un'affinità culturale difficilmente riproducibile altrove, progressiva e sofferta, determinata da stratificazione di culture che si sono incontrate e scontrate, da scambi commerciali, da conquiste ed occupazioni, da migrazioni.
Un patrimonio culturale condiviso, percepibile sia nell'indagine delle strutture insediative, sia nello studio dello sfruttamento e condizionamento delle acque operate dai popoli nei millenni.
Da Opera Ipogea 3/2001


Turchia: Cappadocia
Tre spedizioni del CRSE in collaborazione con l'Università degli Studi dell'Aquila (Dipartimenti di Scienze Ambientali e Storia e Metodologie Comparate), sulla scia delle tante spedizioni precedentemente condotte in zona da R. Bixio (Comm. CA – SSI Genova) e dal Prof. V. Castellani (URRI) ed a completamento degli studi intrapresi nell'area dai Prof. E. Burri e F. Redi, con i geologi A. Del Bon e A. Marchetti, l'archeologo C. Malandra.
Le zone oggetto di indagine, rilievo topografico e documentazione fotografica:
Valle dell'Arco oscuro e Valle di Meskendir (ottobre 2001 - settembre 2003)
Altopiano di Karlik (maggio 2002)
Nella Valle di Meskendir sono state esplorate e rilevate oltre trenta ipogei suddivisi in varie tipologie:

- cunicoli di bonifica e/o drenaggio
- abitazioni e insediamenti ipogei
- magazzini ipogei
- apiari e colombai
- luoghi di culto (cappelle, chiese e cenobi)

Per tutti gli ipogei presi in esame sono stati effettuati i rilievi geologici e strutturali, una documentazione fotografica completa, ed è stata formulata una prima analisi dell'evoluzione storico - geografica del sito.
Particolare cura è stata posta nella localizzazione degli ipogei all'interno della valle stessa.
La Valle dell'Arco Oscuro, vicina alla Valle di Meskendir, è stata oggetto di una breve ricognizione che ha portato all'esplorazione ed al rilievo di alcuni siti ipogei tra i quali un piccolo insediamento monastico.
Una sintesi dei risultati sarà pubblicata al più presto sulla rivista Opera Ipogea mentre è in corso l'elaborazione delle pubblicazioni specifiche.
Sull'altopiano di Karlik, posto una ventina di Km a sud di Urgup, è stata effettuata una lunga e dettagliata esplorazione preliminare durata vari giorni, che, oltre a consentire l'esplorazione ed il rilievo di una dozzina di ipogei, ha gettato le basi per le successive spedizioni.
Publicazioni:"L'insediamento sotterraneo di Karlik in Cappadocia" di Burri, Germani, Malandra e Redi, in Archeologia Medievale, XXIX, 2002.

Giordania: Beitha, Irak el Amir
Esplorazione e rilievo, in collaborazione con G. Badino e C. Silvestro, delle "Grotte di Tobia" nei pressi di Amman; sopralluogo e documentazione fotografica del villaggio di Beitha (la piccola Petra) e della limitrofa cisterna.
Publicazioni: Opera Ipogea 2/2001 del maggio/agosto 2001

Giordania: Castello di Shawbak - Petra
Shawbak, castello crociato e uno degli insediamenti medievali più importanti dell'intero Medio Oriente, è da tempo studiato, restaurato e valorizzato sulla base di un progetto dell'Università di Firenze. Nel 2006 un socio del CRSE ed Ezio Burri, coordinatore della Comm. CA SSI, sono stati ospiti delle missione guidata dal prof. Vannini.
È stata esplorata e rilevata la lunga galleria sotterranea di accesso alla sorgente di ‘Ain al Ragaye, già nota in letteratura ma mai documentata speleologicamente.
I dati e le immagini raccolte entreranno a far parte della mostra “da Petra a Shawbak – archeologia di una frontiera”, che si terrà nel 2008 a Firenze.